L’interesse di Paolo Palmieri per la fotografia nasce circa 10 anni fa, a 25 anni, quando un giorno sopra un treno con il suo cellulare da 2 megapixel scatta una fotografia ad un uomo e una donna che si tenevano per mano mentre lui leggeva il giornale e lei guardava fuori dal finestrino.

Da quel momento è stato un susseguirsi di emozioni e ricerche nel campo della fotografia.
Nel 2006, mentre vive a Bologna, decide di seguire un corso di fotografia amatoriale presso il Circolo fotoamatori Ponte Vecchio.
Dopo 3 mesi di corso non impara l’uso della macchina fotografica, ma viene educato al linguaggio fotografico, alla conoscenza di immagini, di inquadrature e di fotografi che hanno fatto la storia di quest ‘ arte.
Dopo circa 4 anni, si trasferisce a Milano, dove decide di frequentare un’ accademia di fotografia.
L’intero anno accademico è stato uno dei migliori anni dove la conoscenza fotografica inizia a materializzarsi, studia i grandi nomi della fotografia: Richard Avedon, Helmut Newton, Irving Penn, Steve Maisel, Man Ray.
In accademia era obbligatorio usare una camera con rullino, acquista una Hasselblad  500 el/m e una Nikon F5.
Da quel momento prende coscienza del fatto che uno scatto non è solo uno scatto, ma un istante fermato, un momento irripetibile, un punto di incontro tra luce, tempo, colori, inquadrature, espressioni, sentimenti e coraggio di scattare.
Dopo un anno di trasferisce a Roma e inizia così il lungo viaggio nella professione del fotografo.
Ci sono le basi, un po’ di cultura , ora quello che serve è un po’ di fortuna.
Inizia così, nell’ambiente romano, a farsi conoscere.
La ritrattistica è quel ramo della fotografia che ama, l’uomo è quell’animale unico e imperfetto.
Inizia a farsi conoscere durante piccoli festival di cinema, come fotografo di scena, ritraendo giovani attori, molti dei quali hanno raggiunto il successo cinematografico e televisivo.
Lavora con Sky Inghilterra durante le riprese di un documentario, che lo porta a conoscere e a fotografare persone come Santo Versace Presidente della Gianni Versace S.p.a e Pietro Grasso all’epoca Procuratore Antimafia.

E’ uno dei fotografi della rivista Fabrique du Cinema, un free press di cinema con il quale collabora da circa 4 anni.
Nel 2013 firma la fotografia di scena del film-documentario Quando c’era Berlinguer, diretto da Walter Veltroni.
Gli studi della fotografia continuano nel 2013, quando frequenta un seminario a Milano con Toni Thorimbert, fotografo di moda e ritrattista conosciuto in tutto il mondo.
Nel 2014, sempre a Milano, segue un master con Francesco Brigida, fotografo di moda a Parigi grazie al quale approfondisce in particolare modo il linguaggio fotografico sul ritratto.
Paolo Palmieri segue per 2 anni il cantautore Alessandro Mannarino, in tour e nella vita privata.
Ha realizzato per la Fondazione Alda Fendi diversi servizi fotografici.
Lo stile che distingue l’artista viene rappresentato da un’immagine pulita e naturale, che cattura il momento e restituisce all’occhio dello spettatore una realtà spontanea e originale.

John Kaverdash
Milano
2010

Studio fotografico Toni Thorimbert
Milano
2013

John Kaverdash
Milano
2014

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